di Gianfranco Verna, Maria Antonietta Di Felice

Caso clinico

Ovunque cure mediche vengono dispensate il paziente corre il rischio di essere vittima di un danno in conseguenza involontaria di quelle cure stesse. Per questo oggi la percentuale di danni iatrogeni è diventata un importante indicatore della qualità delle cure

1. Il rischio clinico è la probabilità che un paziente sia vittima di un evento avverso, cioè subisca un qualsiasi danno

o disagio imputabile, anche se in modo involontario, alle cure mediche prestate durante il periodo di degenza, che causa un prolungamento del periodo di degenza, un peggioramento delle condizioni di salute o la morte

2complicanza involontaria seguita da disabilità, morte o prolungamento della degenza, imputabile alla gestione delle cure, piuttosto che alla malattia sottostante

3. Il rischio clinico può essere arginato attraverso iniziative di risk management.

 

Abstract

The Triage system can offer an optimization of the assistance in the Emergency Department, but at the same time can represent a potential source of clinical risk. Purpose of this study: to evaluate the risk linked to the method of attribution of colour-code triage by a classification of index priority risk (IPR), applying the FMECA technique. Result: 365 on 456 total correct reports (80.04%), divided in 71 homogeneous groups (modes) codified into risk areas: professional, relational, structural, and organizational. Conclusion: the examined whole process is considered at high risk of mistake.

 

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di F. Polo, M.G. Fiori, G. Farina, F. Cadoni, A.Arru

 

 

SintesiIntroduzione: nell’ambito dell’emergenza traumatologica, l’attribuzione del codice rosso indica una situazione che potenzialmente espone il paziente a pericolo di vita imminente e che necessita di trattamento immediato. Nel nostro Dipartimento di Emergenza il codice rosso è stato assegnato sulla base della dinamica maggiore, anche in assenza di evidente criticità dei parametri clinici, in via sperimentale, in un periodo di osservazione dal 1 Gennaio 2010 al 31 Dicembre 2011.L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare se tale procedura generasse overtriage o vantaggio per il paziente.Metodi: è stata condotta un’analisi retrospettiva di 191 pazienti ammessi per due anni consecutivi nel nostro Dipartimento di Emergenza per trauma, con codice rosso di triage; in 51 pazienti il codice rosso è stato assegnato per sola dinamica maggiore.Risultati: solo nel 33,3% dei pazienti con codice rosso per dinamica maggiore vi è stato overtriage; nel restante 66,7% dei casi tale criterio di assegnazione di codice rosso ha permesso di trattare prontamente con cure intensive di emergenza pazienti che si sono rivelati critici, nonostante l’iniziale stabilità dei parametri clinici.Conclusioni: dal nostro studio emerge che l’attribuzione del codice rosso per dinamica maggiore permette una migliore gestione dei pazienti traumatizzati.

 

AbstractBackground: inground: in trauma patients the red tag triage denotes life-threatening injuries that require immediate medical attention. Additionally, in our Emergency Department, red tag is also given according to the mechanism of injury, even without an evident life-threatening conditions.The aim of this study was to evaluate the overtriage rate among these patients.Methods: we performed a retrospective analysis of 191 patients admitted for two years to our Emergency Department for trauma, red tag triaged; in 51 patients red tag was given only for the mechanism of injury.Results: only 33,3% of patients with red tag for mechanism of injury risulted overtriaged. The remaining 66,7%, according to clinical evaluation, were found in critical conditions and attended to with emergency intensive care.Conclusion: red tag triage for mechanism of injury has enabled better management of trauma patients.

 

 

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di Luca Cimino

 

Introduzione

L’urgenza psichiatrica rappresenta un motivo frequente di richiesta di intervento ai servizi di urgenza-emergenza ospedaliera, tanto da rappresentare attualmente uno dei problemi principali per lo sviluppo di un’adeguata politica sanitaria in psichiatria. L’aumento delle urgenze psichiatriche ha, infatti, spinto alcune nazioni (USA, Olanda, Paesi francofoni) ad organizzare grandi servizi di pronto intervento psichiatrico sul territorio indipendenti da quelli ospedalieri, in modo da rispondere ai vari tipi di urgenza riducendo il numero di ricoveri; in Italia, invece, soprattutto nelle grandi città, si è registrata una crescita esponenziale del ricorso alle strutture di urgenza ospedaliera che si trovano a gestire situazioni spesso complesse per le importanti problematiche assistenziali ad esse connesse.

 

 

AbstractThe growing access to the Emergency Departments (ED) for psychiatric reasons only highlighted the important role assumed by psychiatry in emergencies and the need for a specific psychiatric education in the training of doctors who will work in the ED, as outlined by educational objectives of the new postgraduate school of emergency medicine. In the light of a still widespread tendency to turn a priori to a psychiatrist in front of all behavioral disorders,the author emphasizes the importance of the role played by emergency physician in the diagnosis and initial treatment of psychiatric patients entering the ED as a prerequisite for an appropriate diagnostic and therapeutic path.

 

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di Roberto Lerza, Grazia Guiddo, Alessandro Riccardi, Maria Paola Saggese

 

IntroduzioneNell’ultimo ventennio la figura professionale dell’infermiere è stata oggetto di profondi cambiamenti all’interno del SSN. Il lavoro infermieristico, tradizionalmente subordinato a quello del medico e legato a compiti dettati da un “mansionario”, si è progressivamente trasformato e l’infermiere è diventato una figura responsabile e centrale in molti processi sanitari con una parte attiva non solo nella pratica clinica, ma anche nella organizzazione del lavoro e nella pianificazione dei bisogni di salute. Queste caratteristiche, proprie di una figura professionale di dirigente, sono state definitivamente sancite a livello accademico dalla istituzione del corso di laurea in scienze infermieristiche cui sono anche seguiti specifici master di specializzazione. Di conseguenza negli ospedali e nelleASL gli infermieri sono entrati di diritto con compiti e responsabilità organizzative negli staff delle direzioni sanitarie, degli uffici Formazione, degli uffici Qualità ecc, contribuendo quindi al funzionamento di tutto l’apparato burocratico-amministrativo che supporta la parte più strettamente sanitaria. Se prima il cercare un lavoro “ d’ufficio” poteva essere un ripiego per chi aveva limitazioni e/o impedimenti nel lavoro notturno o nella turnistica, oggi in molti casi la valorizzazione di queste funzioni ed il loro ruolo di responsabilità li porta ad essere posti di lavoro più ambiti e gratificanti rispetto alla routine dei reparti di degenza ove spesso l’infermiere continua a sentirsi e ad essere considerato un semplice turnista più che un professionista.Il limite principale di un lavoro “d’ufficio”, per quanto dedito alla organizzazione sanitaria, è certamente la rinuncia alla funzione clinica che dovrebbe essere sia l’ambizione principale di chi si iscrive al corso di laurea in infermieristica, sia l’aspetto centrale di una figura completa di dirigente infermieristico. Infatti il ruolo dell’infermiere sul paziente è troppo importante perchè si venga a creare un solco netto tra chi lavora “sul campo” e chi questo lavoro lo organizza.Per fare un esempio, il difficile compito del primario è quello di dividersi equamente tra la clinica ed i compiti organizzativi perché uno sbilanciamento totale a favore dell’uno o dell’altro ruolo creerebbe una figura professionale “incompleta” e quindi probabilmente inadatta. Parimenti la figura del coordinatore infermieristico sembra essere oggi forse l’unico sbocco professionale nel quale un infermiere può trovare un equilibrio tra funzione clinica ed organizzativain un ambito di autonomia professionale: per quanto non direttamente dedicato al malato, il coordinatore infermieristico lavora comunque “sul campo” all’interno di un reparto clinico e ne vive e valuta in prima persona le criticità. Esiste oggi in ambito ospedaliero qualcosa di analogo e cioè un ruolo infermieristico che racchiuda in sé aspetti di autonomia professionale sia clinici che organizzativi? A nostro giudizio la figura dell’infermiere di triage presente all’interno del pronto soccorso ha progressivamente acquisito negli ultimi anni specifiche responsabilità in entrambi gli ambiti e quindi si propone come un autentico modello di dirigente infermieristico completo.

 

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Di Zio Isabella, Groff PaoloAbstractTraumatic events in elderly population are steadily increasing for the sharp increase in the proportion of this population on the whole, and for the very active lifestyle that it is now adopting, and represent a significant clinical and prognostic challenge for operators in the ER.Falls are the most common cause of trauma in the elderly, with particular regard to blunt chest trauma with rib fractures, the prognosis of which linearly worsens with the number of fractures involved. Chest trauma in the elderly triggers a series of consequential pathophysiological mechanisms that determine the early onset of dramatic respiratory failure. The use of non invasive ventilation (NIV) in this condition is still poorly investigated.We describe a case of blunt chest trauma with “flail ribs” in an elderly patient successfully treated with NIV, occurred in our Emergency Department.

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di Vincenzo G Menditto, Valeria Morichi, Daniele Caraceni, Elisa Nicolini, Sara Franchini, Fabio Salvi

AbstractBackground. Atrial fibrillation (AF) is the most common dysrhythmia managed in the Emergency Department (ED). A rhythm-control management of recent-onset (<48 hours) AF (RAF) involves sequential pharmacologic cardioversion (PC) and, when indicated, electrical cardioversion (EC) with a goal of avoiding prolonged ED length of stay, hospital admission or repeated visits.Objectives. The aim of this study was to compare the rate of restoration of sinus rhythm by a rhythm-control approach in hemodynamically stable elderly (≥ 75 years) and younger patients with RAF.Methods. Retrospective study carried out in the ED of an Academic Hospital. Participants were consecutive ED patients presenting with RAF. All the patients had PC and, in case of AF persistence, underwent to EC. Data collected were: age, gender, time of onset and type of symptoms, comorbidity, polypharmacy, history of previous arrhythmic events, laboratory, type and success of cardioversion.Results. 346 patients were enrolled: 251 patients were <75 years and 95 patients were ≥75 years. Baseline characteristics between groups were similar. Overall, PC alone or PC followed by EC allowed the restoration of sinus rhythm in 253/346 patients (93%). PC was similarly successful in both adult (73%) and elderly (75%) patients. In contrast, among patients who underwent to EC, only 14/25 (56%; 95% confidence interval [CI] 37% to 73%) in elderly group obtained the restoration of sinus rhythm vs 54/68 (79%; 95% CI 68% to 87%) in the adult group (p<0.05; Odds ratio= 0.33; 95% CI 0.12% to 0.88%).

 

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di Barbara Hogan, Andrea Braun von Reinersdorff, Christoph Rasche

Abstract

Europe faces intense pressure to cut health spending while patients demand higher quality medical treatment. Thehealthcare system must be reinvented and reengineered (Porter & Olmsted Teisberg, 2006). Emergency departments (EDs) can make a significant contribution to creation of value often by reorganisation rather than throughinvestment in new technologies. The patients’ view of value in emergency medicine is often unrelated to the qualityof medical care but on the speed of treatment. (Hogan, Rasche & Braun von Reinersdorff 2012). The ED canprovide the value the patients seek and the value hospitals and the wider healthcare systems seek by systematic reorganisation. EDs can also make a significant contribution to creation of value in the heathcare system by breaking down the silo organisation of hospitals and creating inter-disciplinary working between centres of excellence.

 

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Sepsis in Emergency Department: review

Pubblicato in Articoli originali
Venerdì, 31 Maggio 2013 17:32

di Manuel Monti, Luciano Fioriti, Igino Fusco Moffa, Manolo Filippucci, Francesco Borgognoni

 

Protocollo per la gestione del paziente con sepsi nei PS/DEA                                                                                       Studia la sepsi ed imparerai la Medicina d’Urgenza…

 

Introduzione

Nei DEA e nei Reparti di Medicina i Medici e gli Infermieri debbono confrontarsi quotidianamente con un numero sempre più elevato di pazienti affetti da malattie infettive; ciò presuppone che il personale debba possedere una conoscenza trasversale su tale argomento, partendo da una migliore comprensione dei principi di fisiopatologia e microbiologia, per avere padronanza nel richiedere i provvedimenti diagnostico-terapeutici specifici più appropriati, che si concludono con l’utilizzo degli antibiotici più adatti nelle varie situazioni.L’obiettivo globale della World Sepsis Alliance per il 2020 è diminuire l’incidenza della sepsi di almeno il 20% tramite un miglioramento delle misure igieniche e mediante programmi di vaccinazione e riduzione del tempo necessario per ricevere interventi di base antimicrobici e i fluidi endovenosi in conformità alle Linee Guida di consenso internazionale.Per tale motivo questo articolo ha lo scopo di definire un Protocollo per la gestione del paziente con sepsi nei Pronto Soccorsi dell’Azienda USL Umbria 1, tenendo conto della particolare organizzazione dell’Azienda, dei vari Servizi presenti sul territori e delle specificità dei singoli Presidi Ospedalieri. In particolar modo è stato svolto per la prima volta uno studio sull’epidemiologia microbiologica locale insieme al Dipartimenti Prevenzione dell’Azienda, che ha permesso di utilizzare schemi di terapia antibiotica specifica per il nostro territorio. Gli strumenti del Medico che lavora nelle ‘piccole’ realtà ospedaliere, affinché possa riconoscere una patologia così importante con una correlazione stretta tra l’inizio precoce del trattamento ed una prognosi assai più favorevole, devono essere prevalentemente clinici e molto mirati e avvalersi delle tecniche diagnostiche di prima linea.Nel contempo è estremamente importante identificare con sufficiente precisione il focus che ha originato la sepsi ed il patogeno verso cui rivolgere la terapia antibiotica.

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di M. Monti, M.Filippucci, F. Borgognoni, G.M. Vincentelli

AbstractTetanus is a serious and acute life-threatening disease caused by Clostridium tetani toxins. Although it is generally a disease of developing countries, a lower incidence is encountered in developed countries too. Since it is well-known that the principal treatment of this disease is based on vaccination and wound care, the Emergency physicians play a key role in its management.

Treatment and courseOur case concerns a 77-year-old farmer man who was referred to the Emergency Room l with a two days history of pain and impotence of the right upper limb. Moreover, the patient showed a lacerated and contused wound at the same limb. Our neurological examination was negative, except an hyposthenia of the right upper limb. An attempt to reduce the joint has been done unsuccessfully. The patient has subsequently developed epileptic seizure and anaesthetists have decided for the intubation. At admission, the wound was cleaned and disinfected and a dressing was applied, while a debridement was performed in the following day. After a serum withdrawal, the patient has been vaccinated against tetanus (active and passive immunization). The Anti-Tetanus Toxoid IgG detected level was 0,03 UI/ml (lower than the protection level). Tetanus toxins was not detected during withdrawal. Tetanus diagnosis has been done on the basis of typical symptoms and serological susceptibility.In the following two days, the patient received a further dose of tetanus-antitoxin. Moreover, after infectious disease consultant, the patient began an antibiotic therapy.

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di Milena Bassoli

 

AbstractAim of this work is to analyze the different models applied Triage and known nationally and internationally, according to two different perspectives. The !rst objective is to try and describe the main features of the different systems. The second objective concerns the analysis of the role of knowledge, training and experience to support the nursing triage decisions by ascertaining whether one or the other characteristics are relevant to the evaluation process.Method. The consultation of bibliographic databases, including PubMed, Chinal, has focused on time to research the implementation of guidelines, published between 2003 and 2008 in the original language. Data analyzed. We analyzed 127 articles on the validity and reliability of the Triage Nurse. Conclusion. A review of studies shows no signi!cant differences in the various systems of triage for admission of patients in the higher levels urgent. Clearly the lack of internationally recognized guidelines of the situations covered in the codes of lesser gravity, namely the level four and !ve, or green and white in the codes used in Italy. Key words: triage, emergency department, emergency nurse practice, Manchester Triage system, CTAS, ESI, ATS.

 

PremessaLa funzione di selezione-valutazione dei pazienti all’ingresso in Pronto soccorso è essenziale a causa dell’aumento vertiginoso degli accessi di utenti con patologie non critiche. Il corretto ed ef!cace riconoscimento delle situazioni di emergenza clinica, rispetto alla totalità degli accessi al Pronto Soccorso, è questione importante, per i quali i paesi industrializzati hanno sviluppato nuovi modelli organizzativi e gestionali. La strategia che più di ogni altra è stata utilizzata per dare risposte appropriate al massiccio af"usso di pazienti al Pronto soccorso è il triage, inteso come sistema di cernita e classi!cazione dei pazienti. La strategia di triage ha come obiettivo fondamentale il riconoscimento delle emergenze-urgenze cliniche, attraverso la messa in atto di procedure snelle, di rapida applicazione,ef!caci ed ef!cienti. Negli anni ‘80 sono stati pubblicati i primi studi relativi a esperienze di triage infermieristico in Pronto Soccorso. Alcuni di questi studi sono divenuti la base per le attuali metodologie di valutazione del paziente durante le fasi di triage. I pronto soccorso in diverse parti del mondo, in tema di triage, applicano metodi diversi per la valutazione clinica del paziente con notevoli difformità in termini di attività e inquadramento. In Italia sono presenti realtà operative, dove non è utilizzato alcun sistema riconosciuto di triage, e realtà dove non vi è un’applicazione chiara, omogenea, validata, e strutturata di triage. La ricerca di una tipologia di triage sostenuta da un metodo scienti!co, di veloce e facile applicazione, è una priorità riconosciuta e sostenuta a tutti i livelli, sia organizzativo come operativo. Il metodo di Triage deve rispondere a due principi basilari: il riconoscimento immediato delle situazioni di emergenza-urgenza e l’assegnazione del paziente nell’area di trattamento più adeguata alle sue condizioni.

 

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